sabato, dicembre 14, 2019
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Auto: la rivincita delle ultraventenni

industria auto

L’industria dell’auto sta cambiando davvero molto rapidamente e non ci riferiamo soltanto al processo di sempre maggiore automazione o del passaggio all’elettrico e all’ibrido in costante aumento da parte dei produttori. Anche dal basso, da parte di noi consumatori, l’evoluzione tecnologica sta portando a cambiamenti piuttosto importanti. Pensiamo ad esempio al mercato dell’usato. Prima era quasi imprescindibile passare tramite un intermediario per acquistare o vendere un mezzo già immatricolato.

Il mercato dell’auto

Da qualche anno a questa parte invece con la diffusione oramai capillare di Internet su PC ma anche si tablet e smartphone, tutto può avvenire rapidamente e direttamente tra venditore e acquirente senza nessuna figura terza nel mezzo. Lo stesso si può dire per le parti di ricambio con la disponibilità in rete di proposte economiche come su questo sito davvero molto interessanti e convenienti per l’automobilista che spesso, per taluni casi, può pure evitare di rivolgersi ad una auto officina per effettuare la sostituzione.

Questi cambiamenti hanno portato così allo sviluppo di una nicchia di mercato che va crescendo di anno in anno: quella delle auto ultraventennali o per meglio dire di mezzi immatricolati più di venti anni fa. Chi si rivolge a questo tipo di mercato? Le figure degli acquirenti sono sostanzialmente due. La prima è composta da quegli acquirenti che per ristrettezze economiche hanno un budget davvero limitato e per forza di cosa devono dunque volgere lo sguardo a proposte a basso costo.

Si sta diffondendo però sempre di più anche un altro tipo di acquirente per le ultra ventennali: quei singoli o anche famiglie che ad un mezzo più nuovo e tecnologicamente evoluto affiancano per così dire una seconda auto di “servizio” con cui svolgere particolari funzioni. Ad esempio per preservare gli interni e gli esterni dell’auto principale, si utilizzerà l’auto ultraventennale per il trasporto di qualche materiale che può facilmente lasciare residui (materiali organici ad esempio) oppure per andare su strade fuori città non asfaltate e con vari tipi di rischi per la carrozzeria dell’auto.

Sono soltanto due dei possibili esempi che si possono fare per l’utilizzo delle ultra ventennali, spesso utilizzate più semplicemente come seconda vettura canonica familiare anche come citycar con cui muoversi più facilmente nel traffico urbano soprattutto nei grandi centri, anche qui dove è più facile subire danni più o meno grandi sia sulle strade che magari anche nei ristretti spazi di parcheggio.

Chi guida il mercato?

E chi è la dominatrice di questa interessante nicchia di mercato sempre più in crescita? Molti di voi sapranno già la risposta visto che dagli anni ’80 con furore, la Fiat Panda “primo modello” domina incontrastata nel settore tra chi sceglie le versioni di base oppure sposta la sua attenzione alla 4X4. Interessante poi scoprire che anche tra le auto nuove più vendute in Italia da anni, sia sempre Panda la più venduta anche se in questo caso il riferimento è agli ultimi modelli realizzati da FCA.

Ad alcuni potrà sembrare una sorta di contraddizione che nell’era del digitale applicato ad ogni aspetto della nostra vita, cresca una nicchia, se pur ovviamente minoritaria, alla ricerca di prodotti “vintage”. In realtà però, oltre alle ragioni pratiche esposte fino a questo momento, il ritorno al passato non riguarda soltanto le auto. Pensiamo ad esempio anche al mondo della musica. Da una parte la musica viaggia in streaming su qualsiasi dispositivo connesso ad Internet con servizi come Spotify, Apple Music e gli esempi potrebbero continuare ancora molto a lungo. Dall’altra non solo i veterani ma anche parecchi giovani riscoprono il piacere del vinile con molte case discografiche costrette a riaprire rapidamente i dismessi centri di produzione dei cari, vecchi dischi per la crescente richiesta dei mitici 33 giri.