mercoledì, giugno 26, 2019
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River-Real: il canto del cigno di Madrid

River-Real

Si è finalmente giunti alla composizione finale del Mondiale per Club che si concluderà con la finale del prossimo 22 dicembre. Mancava solamente una partecipante, quella proveniente dal Sudamerica, la vincitrice della Coppa Libertadores. Ma i noti fatti provenienti dall’Argentina avevano a più riprese rinviato il grande momento: all’andata il 2 a 2 della Bombonera, al ritorno non si sarebbe invece mai giocato nel Monumental del River, in seguito ai terribili scontri e feriti nel pre-partita del clasico per eccellenza.

Libertadores d’Oltreoceano

È stata l’annata delle prime volte assolute, come ad esempio la prima volta nella storia che le due grandissime del calcio argentino e sudamericano si ritrovavano una contro l’altra nell’ultimo atto della Libertadores, non poteva che essere un confronto epico, dall’epilogo però imprevisto anche per il più geniale degli sceneggiatori. Si è finiti a giocare al Bernabeu di Madrid, nella casa di quella che al prossimo Mondiale per Club potrebbe essere la sfidante proprio del River Plate.

La vittoria di quest’ultimi nei supplementari ha spalancato loro le porte del Mondiale per Club, che in passato ha regalato gioie e dolori. è L’ultimo nella storia della Coppa Intercontinentale fu inflitto proprio da una squadra italiana, quella Juventus che batté gli argentini con un gol di un giovane Alex Del Piero, oltre due decenni fa. Il Real Madrid però, così come il River, dovranno prima superare i rispettivi avversari, cosa non poi così scontata visto l’andamento degli ultimi anni.

Dalla Coppa Intercontinentale alla Fifa World Club Cup

Se nel 100% dei casi la finale dell’ex Coppa Intercontinentale ha visto la vittoria di una squadra europea o proveniente dal Sudamerica, lo stesso non si può dire della composizione della finale. Soprattutto negli ultimi anni si è infatti assistito ad un exploit del calcio esotico, capace di estromettere la squadra sudamericana partecipante. Il più celeberrimo dei casi è senza dubbio quello rappresentato dal Mazembe, squadra del continente africano la quale nel 2010 riuscì nell’impresa di arrivare all’ultimo atto contro l’Inter, reduce dal Triplete. La coppa poi andò agli uomini allenati, ancora per poco, da Rafa Benitez: quel cammino però resta una delle più belle favole del calcio dell’ultimo decennio.

Una formula cambiata da diversi anni per favorire la globalizzazione del calcio, eppure non dovrebbe essere l’ultimo stravolgimento che subirà. In molti, nostalgici soprattutto, rimpiangono invece la vecchia e cara finale secca, la quale contrapponeva la vincitrice della Coppa dei Campioni a quella della Copa Libertadores, in campo neutro.

Real Madrid che arriva alla manifestazione dopo un periodo buio, carico di record negativi nell’ultimo girone di Champions, competizione che però vince da tre anni di fila e proprio per questo, è desideroso col nuovo tecnico Scolari di chiudere al meglio un ciclo che sembrerebbe sul viale del tramonto. Lontano dal Barça nella Liga, indietro in Champions rispetto alle altre grandi d’Europa dopo l’addio di Zidane e soprattutto Cristiano Ronaldo, ecco come la possibilità di divenire ancora Campioni del Mondo può rappresentare l’ultimo tentativo di ridare lustro alla corazzata delle merengues, dal blancos sempre più sbiadito negli ultimi mesi.