mercoledì, gennaio 16, 2019
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Binetti chiede al M5S di non attingere dal settore dei giochi per finanziare il reddito di cittadinanza

Binetti

Secondo un nuovo rapporto dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio, l’Autorità indipendente dei conti pubblici, in Italia il gettito fiscale proveniente da giochi e scommesse è il doppio di Francia e Regno Unito ed il quadruplo di Spagna e Germania. Nessuno in Europa gioca e scommette quanto gli italiani.

Il settore continua a crescere immune dalla crisi, affermandosi come una delle prime ndustrie a livello nazionale. Le imprese che vi operano sono circa 6.600 ed impiegano oltre 100.000 occupati; il 20% fanno capo alla filiera diretta e l’80% a quella indiretta (punti vendita, tabaccherie, bar, autogrill, edicole). Senza considerare l’indotto del settore (costruttori di giochi e componenti elettronici, commercio dei macchinari, noleggiatori e gestori di attrezzature, ricevitorie, sale bingo, gaming hall), che è quasi raddoppiato dal 2006 al 2011.

Nel periodo compreso tra il 2000 e il 2016, la raccolta complessiva del settore giochi, indice dell’ampiezza del mercato, è aumentata di ben cinque volte, passando da 20 a circa 96 miliardi di euro. Nel 2016, le vincite hanno superato la cifra di 77 miliardi ed il payout si è attestato a circa l’80%. Il restante 20%, pari alla spesa effettiva dei giocatori, di oltre 19 miliardi, si è ripartito tra le entrate erariali, circa 10 miliardi (10,5% della raccolta) e il fatturato del settore, oltre 9 miliardi.

Commentando i dati del documento appena pubblicato, la senatrice dell’UDC Paola Binetti, auspicando interventi più concreti in materia di gioco, ha chiesto al M5S di non attingere dal settore per finanziare il reddito di cittadinanza.

“Il tema del gioco d’azzardo è da almeno due legislature al centro del mio interesse politico e della relativa battaglia che ne consegue sul piano normativo, soprattutto per quanto riguarda la patologia che induce nei giocatori più fragili. Non a caso nell’attuale legislatura ho ripresentato un disegno di legge, ampiamente ispirato a quello che aveva ottenuto per ben due volte il consenso della Commissione Affari sociali, ma che non era mai stato calendarizzato per l’Aula. La ragione di questa vistosa opposizione del governo è presto detta: il Mef vive dell’azzardo e non ha intenzione di rinunciarci. Dai giochi, il Fisco italiano incassa il doppio di Francia e Regno Unito, quasi quattro volte quel che succede in Spagna o Germania. Se si considera la dimensione dell’economia nazionale, ovvero si rapporta il gettito dal settore dei giochi al Prodotto interno lordo, non ci sono uguali in Europa”, ha commentato Binetti.

La senatrice aveva presentato un disegno di legge sul gioco patologico, appoggiata anche dal M5S, contenente diverse misure contro il gioco d’azzardo e che si è arenata dopo l’approvazione in Commissione Affari Sociali. La proposta prevedeva tra l’altro la riduzione della pubblicità e l’aumento degli interventi in materia di prevenzione e formazione.

“Con il M5S abbiamo condiviso questa battaglia lungo tutta la precedente legislatura e i colleghi si sono sempre mostrati tenacemente impegnati a contrastare questo sfruttamento industrializzato della fragilità umana; questo mercato delle illusioni che nonostante le inevitabili delusioni, riesce sempre a rilanciarsi alla grande. Ed è proprio a loro che rilancio la sfida per una battaglia comune, di civiltà e di tutela delle fasce più deboli, sperando che non vogliano attingere all’azzardo per il reddito di cittadinanza”, ha concluso Binetti.

Fonti dati statistici presenti nell’articolo:
upB | ufficio parlamentare di bilancio
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