mercoledì, giugno 26, 2019
SaluteVacanze

Mare, sabbia e piscina: le infezioni pericolose di cui nessuno parla

infezioni che si possono contrarre in spiaggia e piscina

L’estate è finalmente arrivata e, come ogni anno, milioni di italiani sparsi per tutta la Penisola stanno già “invadendo” spiagge, litorali e piscine.

Stare all’aria aperta e godersi un bel bagno nell’acqua fresca è sicuramente piacevole ed è un ottimo rimedio al grande caldo stagionale, ma sappiate che, ogni qualvolta entriate in una piscina o siete in spiaggia, siete soggetti a mille piccoli pericoli per la vostra salute.

La sabbia e l’acqua delle piscine e del mare, infatti, possono essere veicoli di numerose infezioni e funghi, che potrebbero rovinare la vostra vacanza. I batteri, così come i virus e i funghi proliferano con grande facilità in tutti gli ambienti umidi e caldi, ecco spiegato perché è così facile contrarne uno durante la bella stagione.

Tra le infezioni più note figura di certo l’impetigine: questo tipo di infezione colpisce la cute e provoca vesciche e croste su tutto il corpo. Talvolta può portare anche febbre e un generale senso di malessere. E’ un tipo di infezione altamente contagiosa, che va curata subito.

Bisogna fare anche molta attenzione alla salute dei più piccoli: i bambini in spiaggia, infatti, rischiano maggiormente di contrarre virus, causa di dolorose e fastidiose verruche. Un ottimo metodo per far sì che queste non compaiano, è far indossare ai vostri figli dei calzini di cotone molto leggeri. Questa raccomandazione, naturalmente, è valida anche per gli adulti.

Dal momento che, come già detto, batteri, virus e funghi prolificano sia nelle acque delle piscine che in quelle marine, è sempre bene asciugare il costume. Questo perché i costumi bagnati potrebbero essere veicolo di infezioni alle vie urinarie.

Come fare per prevenire tutto ciò? Una buona igiene personale è sicuramente raccomandata ma ciò che conta maggiormente è non fare il bagno in acque contaminate. Così facendo potrete passare un’estate tranquilla.

[foto: domandemediche.it]